CANTINE AMISTANI
CA' BRESSA 1540
GUILLION MANGILLI
INDIRIZZO: Via Lauretana 7
CITTA': Pederiva di Montebelluna
PROVINCIA: Treviso
TELEFONO: +39 348 2490191
FAX: +39 0423 603 722
EMAIL: eventi.amistani@gmail.com
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ALBUM FOTOGRAFICO
CANTINE AMISTANI     CA' BRESSA     GUILLION MANGILLI
 

La sede delle Cantine Amistani-Guarda a Venegazz¨ era luogo adatto per la vinificazione, ma non si prestava ad altri utilizzi. Mi ero posto come obiettivo la scoperta di un ambiente adatto a funzioni sia commerciali che di rappresentanza per offrire tutto il mio mondo, quando, dopo alcune peregrinazioni nella zona montelliana, arrivai in Pederiva, a villa Guillion-Mangilli.
Entrando nella barchessa della villa, ebbi una vibrazione speciale, profonda, e me ne innamorai senza riserve. Abbandonata da trent'anni, l'antica barchessa Bressa (era nata come cantina nel lontano 1540), vuota, recava i segni di interventi trascurati e frettolosi: intonaci scrostati sopra la bella muratura in sassi, imbiancature a calce sulle travi di legno, controsoffitti di cartone.
Non mi spaventarono le ragnatele, nÚ l'odore di chiuso, nÚ l'umiditÓ  delle pareti, le cui finestre erano state murate. Mi affascin˛ l'idea (forse la sfida) di riportare l'edificio alla destinazione originaria.
Ebbi come una folgorazione e 'vidi' con la fantasia un ambiente valorizzato da un recupero rispettoso e amorevole, che ne esaltasse le antiche funzioni e aprisse spazi anche a moderni utilizzi.
La notte stessa mi misi alla scrivania e, nelle ore del silenzio, lavorai al mio progetto. Disegnai e concepii   fino ai dettagli quella che doveva diventare l'attuale particolare realtÓ : un centro eno-culturale, un luogo magico ed accogliente in cui la cultura del vino si sposasse al libro ed alle risorse culturali e artistiche del territorio.
Al vecchio edificio aggiunsi ben poco – la Villa ed il parco sono stati dichiarati Monumento Nazionale – ma orientai l'intervento verso un lavoro di pulizia che riportasse la barchessa all'aspetto primitivo.
Ecco quindi riapparire la Bottaia e la Tinaia cinquecentesca con l'antico torchio, realizzati sotto il livello di campagna di quasi un metro e mezzo, il Salone degli Arazzi, la Sala delle Conferenze, la Cedraia e l'area Catering nell'ala settecentesca.
Un monumento importante che ancora vive in me nel ricordo di una forte emozione fu quando demolimmo le tamponature delle finestre al lato Nord. Una luce, una luce speciale postmeridiana inond˛ quegli antichi vani. Una luce che fendeva il buio dopo decenni di oblio.

Fu quasi una premonizione di una nuova vita, l'inizio di un nuovo destino benigno.

 
 
 

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